PARODIA EROTICA DELLA DIVINA COMMEDIA
RICORDI EROTICI
O voi ch'avete li coglioni sani
mirate la puttana che s'asconde
sotto il velame e con modi strani
vi fa abbassar per le torbid'onde
il cazzo con un suon pien di spavento
e fa tremare amendue le sponde
del culo donde esce si gran vento,
impetuoso pei lascivi ardori
che fier la selva e senz'alcun rattento
abbatte i rami entrando dentro i fori
ove ognuno entrerebbe superbo.
Il viso su per quella Taide antica
io sciolsi gli occhi e, mostrato il nerbo,
baciato fu dalla venale amica
benché recalcitrante sulla soglia
a cui non puo' il fin mai esser mozzo.
Volendo far crescere un po' la voglia
le dissi, come per darle di cozzo,
volgiti indietro e tien lo viso chiuso
ch'e' cosi' brutto e s'io il vedessi,
nulla mai cazzo potria tornar suso.
Si volto' scuotendo le chiappe grasse
menando la sinistra innanzi spesso
e sole le sue coscie parean lasse
quando m'accorsi dove l'aveo messo!
Ah quanto mi parea pien di disdegno!
Venni alla porta e con una verghetta
l'apersi che non v'ebbe alcun ritegno
io stando saldo suso sulla vetta
dentro l'entrammo senza alcuna guerra
e io ch'avea di riguardar disio
la condizion che tal fortezza serra.
Com'io fui dentro, l'occhio intorno invio,
o piacer sommo, che per questi giri
mi volvi, cominciai, come a te piace
chiavando soddisfammi à miei disiri,
su questo letto ove il tuo corpo giace.
Ed ella a me : tutti saran saziati
quando con lussuria qui torneranno
i vizi che tu credi aver lasciati
che l'anima col corpo morta fanno.
Pero' a la dimanda che mi faci
quinc'entro satisfatto sarai tosto
e a quel disio che ancor tu mi taci.
Ed io : puttana, non tegno riposto
a te il mio cazzo e non per chiavar poco
e tu non m'hai a cio' ben disposto.
Piacciati di restare in questo loco,
la tua loquela mi fa manifesto
che di viziosa patria sei natio
ove piacer di cul non é molesto!
Subitamente dal suo ano uscio,
al pié del picciol letto m'accostai
temendo ingiuria o peggio al cazzo mio.
Ella mi disse: volgiti, che fai ?
Se come penso é già ben dritto
dalla cintola in su tutto il vedrai.
Io avea già il mio viso nel suo fitto
ella s'ergea col petto e con la fronte
come aver il chiavar in gran dispetto,
ma le dotte man della putta e pronte
pinsero il cazzo dove volea lui
dicendo : le parole tue son conte.
Come dentro i suoi pié commodo fui
guardommi un poco e con ton sdegnoso
disse : ben fotevan li maggiori tui.
Sendo di fornicar desideroso
non lo negai ma tutto gliel'apersi
il conno e il cazzo glie lo spinsi in soso
e mi rimpinzai di piacer diversi.