PARODIA EROTICA DELLA DIVINA COMMEDIA
RICORDI EROTICI
I' mi volgea per veder ov'io fosse
quando una donna disse : "Qui si monta ! "
che da ogni altro intento mi rimosse
e fece la mia voglia tanto pronta
di fornicar, chi era che parlava,
che mai non posa se non raffronta.
Ma come il cul che nostra vista prava
e per soverchio sua entrata cela,
cosi' la mia virtu' quivi mancava.
"Questo é lascivo spirito, che ne la
via da ir su' lo drizza senza prego
e trapassar le natiche anela.
Si' fa come me, come l'uomin fan sego
ché quale aspetta prego e l'uopo vede
malignamente gia' si mette al nego.
Or accordiamo a tanto invito il piede;
procacciam di chiavar pria che s'abbui
ché si fornica meglio se si vede."
O Virtu' mia, perché si' ti dilegue?
fra me stesso dicea, ché mi sentiva
la possa del mio cazzo posta in triegue
e, malgrado la voglia, non saliva
verso l'entrata ov'eravamo affissi
pur come nave qu'a la piaggia arriva.
Ed ella a me :"L'ardor del pene scemo
del suo poter qui ritta si ristora,
qui ribatti il mal tordato remo,
ma perché meglio tu chiavi ancora
volgi il desio a me e prenderai
molto piacere nella mia dimora."
Lo naturale é sempre senza errore
e non pensar chiavar per malo obietto
o per troppo o per poco di vigore,
mentre ch'elli é in potta ben diretto
o nel culo se stesso si misura,
esser non puo' cagion di mal diletto.
ma quando di mal si torce, o con piu' cura
o con men che non dee metti il tuo pene
senz'olio a favorir la fottitura,
qui compredere puoi che ti convene
d'usar con prudenza tua virtute
e ogni operazion che ti fa bene.
Ora puoi sempre per la tua salute
chiavar e al tuo subietto volger viso,
con amor, non odio, potte son tute
perché intender non si puo' diviso
l'ultimo piacer lontan dal primo
e d'ogni disio l'effetto é deciso.
Resta se chiavando bene stimo
che il cul che s'ama é del prossimo ad esso
piacer da in tre modi, non nel limo
a chi per esser buon vicin dappresso
spera eccellenza sol per quanto brama
che sia di sua grandezza in culo messo
onde s'attrista si' che il contrario ama
questo triforme amor qua giu' di sotto
si gode, or vo che tu de l'altro intende
se adopri il pene in ordine corrotto.
Ciascun confusamente ben l'apprende
nel qual si scaldi l'animo e disira
e di goder di lui ciascun contende.
Se troppo ardor per fottere ti tira
O a non pagar la tua meretrice
poi con troppo penar te ne martira.
Nulla potta puo' far l'omo felice
Se sua lubricita' non é la buona
Semenza d'ogne buon frutto e radice.
Chi troppo a chiavar s'abbandona
s'espone a patir mali soverchi,
ma come tripartito si ragiona
dovra' guarnire il cazzo di tre cerchi.