Poesie

PARODIA EROTICA DELLA DIVINA COMMEDIA

RICORDI EROTICI

Parodia erotica della divina commedia

PARADISO, Canto XXXIII

Vergin putta olente come giglio
di disio piena più che creatura
a maschio ardore sei di buon consiglio.
Tu sé colei che l'umana natura
fece per soddisfare il fottitore
che apprezza come val la tua  fattura.
Nel ventre tuo riscalda l'amore
che a cazzo sodo da sempre la pace
per poscia germinar nuovo furore.
La tua lascività non puo' soccorre
a chi domanda,ma molte fiate
liberamente al dimandar precorre
quantunque in creatura è di bontate.
Vinca la tua guardia i sentimenti umani,
chiava Beatrice con questi beati
che pé  li tuoi pregi tendon le mani !
Li occhi d'amor diletti e desirati
fissi nel chiavator ne dimostraro
che i lussuriosi preghi le son grati.
Indi i valenti cazzi si drizzaro
verso quel ove si crede s'invii
in creatura di disio si chiaro.
Ed io che al fin di tutti i disii
appropinquava, si' com'io dovea
l'ardor del desiderio in me finii
e mi ricorda ch'io fui più ardito
per penetrarla siccome ch'i giunsi
col cazzo mio e valore infinito.
Oh supremo piacere ond'io presunsi
ficcare il dito nella potta eterna
tanto che la veduta vi consunsi!
Nel suo profondo vidi che s'interna
legato con amore in un volume
cio' che nell'Universo si squaderna
in strano modo, sostanza e costume.
Ad altra fantasia qui manco' possa
ma già tornava il desiderio e il velle
che la sua potta fusse ancor percossa
finche' dura il Sole e l'altre Stelle.



Ultimo aggiornamento: 23 febbraio 2011