PARODIA EROTICA DELLA DIVINA COMMEDIA
RICORDI EROTICI
Ognor Martina era assai ritrosa
e al gioco d'amor negava ogni cosa.
Baciavo i seni dopo aspra lotta
ed ero ben lontano dalla potta.
Figuratevi poi come a tal porto
l'accesso era tenuto più che corto.
Quando alfin nella baia s'approdava
la gran restia del tutto cambiava.
Da venereo furore agitata
non sembrava più cio' ch'era stata.
Golosamente mi fellava il pene
fino all'elsa inghiottendo cosi' bene
che dal mio corpo mi parea staccato
e alla digestione destinato !
Cio' mai non fu, che tosto in altro loco
volea che fosse miccia per il foco
che cuoce la marmitta vaginale
per estrarne il succo essenziale.
Dopo breve riposo rintuzzava
l'ardore della brace che covava
e, a nuova tenzone a suon di tromba,
bene imboccata svegliava la tomba.
Cosi' otteneva la resurrezione
che ancor permette la fornicazione
e colei che per tutto era restia
mi chiedeva alla fin la sodomia !
Saziata la carne ma non la mente
cambiava di gioco incontinente.
Ritrosa, baccante, sentimentale,
la successione era sempre tale.
Pero' dopo tanti piaceri carnali
i sentimenti restan genitali
e d'altro non si possono nutrire
fuor di che potta o culo puo' offrire.